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QUELLA NATURALE INCLINAZIONE...
Festeggiati
i vincitori del terzo concorso letterario di Villa Petriolo.
Giovedì 25
giugno 2009, nel suggestivo scenario di Villa Petriolo, antica “dimora di
delizia” della famiglia fiorentina degli Alessandri, si è svolta la cerimonia
di premiazione dei vincitori del terzo concorso letterario indetto
dall’azienda vinicola Villa Petriolo,
dedicato quest’anno ad una grande figura del mondo del vino la cui lezione rimane insuperata, Mario Soldati.
Quasi duecentotrenta i racconti giunti nella tenuta di Cerreto Guidi per l’ultimo concorso letterario nato e maturato dalla passione di Silvia Maestrelli per il vino e le parole che lo raccontano.
I vincitori
sono stati selezionati da una giuria composta da personalità impegnate nell'arte e
nella valorizzazione del patrimonio enogastronomico e ambientale a livello
nazionale, in un’ottica di contaminazione dei saperi che ha mosso la redazione
dell’idea progettuale sin dal primo anno, il 2007.
Per questa terza
edizione, dal tema “S’io fossi…vino.
Epifanie dello spirito”, i componenti della giuria - Enrico
Ghezzi, critico cinematografico; Claudio
Cinelli, regista teatrale; Roberto
Cotroneo, scrittore e critico letterario; Federico Curtaz, enologo; Ernesto
Gentili, giornalista enogastronomico, co-curatore della Guida Vini d’Italia de L’Espresso; Chiara Riondino, cantautrice; David
Riondino, attore, comico e cantautore; Cristina
Tagliabue, giornalista esperta in creatività e innovazione culturale; Carlo Tempesti, Sindaco di Cerreto
Guidi; Edoardo Vigna, giornalista de Il Corriere della Sera – hanno premiato
la linea dei giovani scrittori
emergenti. La ricerca di nuove ed originali forme espressive, uno dei
principi fondatori del concorso letterario di Villa Petriolo, porta i massimi riconoscimenti nella terra di
Federico II, vir inquisitor et sapientiae amator, ispiratore di quella
scuola siciliana espressione della prima compiuta elaborazione poetica in
volgare del nostro Paese.
E’ di Messina la
vincitrice del primo premio Giselda Campolo, che, nel racconto breve “Com’io sono e fui”, trasfigura il
reale in una sensazione quasi di arabesco, in cui il ritmo e la fluidità del
dettato danno consistenza alla fugace epifania.
Giselda è studentessa
al I anno di Lettere Moderne. Ha pubblicato un racconto sul periodico
Centonove, uno sull’antologia “Scrivere donna”. Ha collaborato e pubblicato sul
giornale del Liceo Classico Maurolico.
E’ tra le vincitrici del premio letterario “Calabria in giallo 2009”. Migliore attrice protagonista al concorso
teatrale di Tindari nel 2008.
Meritano un posto d’onore anche i “balbettii”, linguaggio liquido profuso nella composita esposizione del testo “La vivace assonnanza con Barbara”, di Alessio Cannarozzo, torinese, appassionato di ingegneria del suono, di Jacques Derrida e dei versi di Dino Campana.
Il racconto “Climax -
Le gioie di non andare fuori tema, Ovvero. S’i’ fossi vino”, scritto a quattro
mani da Pier Paolo Catucci (di Bitritto, Bari) e Giovanni Puglisi (di
Leonforte, Enna), entrambi studenti all’Università di Scienze Gastronomiche di
Pollenzo-Bra, conquista il podio con le sue fluide sembianze, Narcisi
affioranti dalle fermentazioni di un’immaginazione in quieto delirio.
Due grandi novità hanno contraddistinto questa terza edizione del concorso.
L’estensione del bando ad un pubblico
internazionale - grazie alla
collaborazione della rete Great Wine Capitals
che ha conferito a Villa Petriolo il riconoscimento The Best of Wine
Tourism categoria Arte e Cultura per
l’anno 2009 e al sostegno della Strada dell’olio e del vino del Montalbano e
dell’agenzia di viaggi Turandot - ha permesso alla giovane nicaraguense Nely
Iveth Diaz Lopez, autrice del racconto “Un valzer nel vino”, di vincere un
viaggio in Italia ed il soggiorno di una settimana sul Montalbano.
Altra innovazione rispetto alle trascorse edizioni, la possibilità di partecipare al concorso inviando opere multimediali a corredo dei racconti, un patrimonio di creatività interamente valorizzato con la proiezione di video contro il fronte della villa durante la cerimonia di premiazione.
Per la cerimonia di premiazione si è festeggiata Quella naturale inclinazione attraverso molteplici suggestioni: all’entrata, la fotografa Alena Fialova’, autrice della mostra “Nella sera d’amore di viola” allestita nei locali di Villa Petriolo, ha scattato a tutti gli ospiti la foto-ricordo con “la maschera del vino”, o mistura immaginifica, ben duecento pezzi unici realizzati dalla creativa Ilenia Lopomo sul tema del concorso; nel corso della serata letture teatralizzate – con le perfomances di danza di Katia Frese ed i suoi ballerini - a cura della cantautrice Chiara Riondino e degli attori Nicoletta M. Loisi e Andrea Giuntini, hanno reso la ricchezza delle parole sul vino dei tre racconti vincitori. L’incursione di Fufluns a cavallo, o Bacco che dir si voglia, ha celebrato il primo dei racconti segnalati: “Bevimi!” della scrittrice Serena Gentilhomme. Anche il "saper fare" d'eccellenza ad arricchire il programma: Villa Petriolo ha fatto da scenario a questo autentico spettacolo in cui il protagonista assoluto è stato il genius loci, con i laboratori dal vivo dei maestri artigiani di Confartigianato Firenze.
Un progetto speciale ha infine sviluppato la sezione “Il vino dell’amicizia”, riservata agli studenti dell’ Istituto Superiore Statale F. Enriques di Castelfiorentino (Firenze) e dell’Istituto Alberghiero F. Martini (IPSSAR) di Montecatini Terme (Pistoia), per la quale sono stati premiati gli studenti Francesco Innocenti di Montespertoli (FI) e Cassandra Giuliani di Pescia: gli studenti delle due scuole toscane ad indirizzo turistico ed alberghiero hanno curato, con un progetto formativo specifico, il servizio di sala e sommellerie della cena di gala a Villa Petriolo, durante la quale sono stati presentati in anteprima, con un omaggio ulteriore alla terra di Sicilia dalla quale proviene la vincitrice assoluta, i nuovi vini della Tenuta di Fessina, recente avventura enologica di Silvia Maestrelli, Federico Curtaz e Roberto Silva. Ero ed Erse annata 2008, rispettivamente Nero d’Avola in purezza, coltivato nella Val di Noto, e Nerello Mascalese dalla contrada Rovittello, alle pendici dell’Etna, sono vini che raccontano l’essenza di una terra antica, in cui la cultura del vino da sempre vive di una viticoltura naturale, semplice, iscritta in un ambiente forte che incita alla sfida.
Immagini della cerimonia di premiazione sul blog di Silvia Maestrelli diVINando
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